Si è deciso, in seguito a specevoli episodi, di moderare i commenti. E' una extrema ratio e ce ne dispiace. Saranno cancellati i commenti anonimi, offensivi denigratori che non portano niente al dibattito ma servono solo a far scaturire polemiche mirate alla paralizzazione della discussione e quei commenti seppur firmati volgari e offensivi.
quindi per partecipare alla discussione richiediamo rispettare due norme di buon costume:
-firmarsi sempre, e usare la buona educazione
Documento politico degli Stati Generali della Scuola e dei Saperi
Gli Stati Generali della scuola si sono appena conclusi e ai partecipanti resterà sempre impresso l’ importante confronto che da essi è scaturito. La partecipazione è stata alta, anzi altissima a tratti insperata e gli organizzatori concludono la giornata con la sensazione di aver realizzato davvero qualcosa di nuovo, qualcosa che non era mai accaduto e che sicuramente segnerà uno spartiacque rispetto a come era definito il movimento studentesco irpino fino a ieri. Il confronto è stato aperto e fertile,sono intervenuti studenti e docenti di tutta la provinciache hanno dato vita a dibattito interessante e illuminante rispetto allo stato della scuola nella nostra provincia. Durante l’ assemblea è nata, intervento dopo intervento, una piattaforma rivendicativa che racchiude in se tutti idisagi e tutte le richieste dei partecipanti agli stati generali. Il documento emerso è il seguente:
“In seguito alla discussione emersa durante l’ assemblea degli stati Generali, la rete studentesca irpina, organizzatrice dell’ evento, in tutte le sue componenti, ha promossoquesta piattaforma rivendicativa approvata dagli Stati Generali Della Scuola e Della Conoscenza:
Gli studenti, i docenti e i precari richiedono una scuola pubblica,laica e che punti sulla coscienza,sul protagonismo e sulle esigenze di coloro chela scuola la vivono tutti i giorni ed inoltre fanno le seguenti richieste:
-Finanziamento immediato della legge regionale n.4 sul diritto allo studio
-Monitoraggio dello stato di sicurezza di tutti gli edifici e interventi immediati ove si riscontreranno problemi riguardo l’ edilizia
-Ritiro tagli e riassunzione precari
-Aumento dellaspesa pubblica su ricerca e istruzione dal 3 % al 10% Pil
-Nuova legge finanziaria che preveda il ritiro dei tagli e della 133
-Difesa e potenziamento di un sistema scolastico pubblico
-ritiro del ddl Aprea
-Assunzione a tempo indeterminato di docenti e personale ATA
-Una Scuola con una didattica alternativa:Assemblee tematiche e partecipate, lezioni all’aperto, volantinaggi, nascita di comitati straordinari che lavorino in maniera unitaria con docenti e genitori all’interno degli istituti
-Sconti per gli studenti sui trasporti
-Costituzione di Commissioni paritetiche e comitati Studenteschi in tutte le scuole
-Una scuola libera dalla xenofobia e il razzismo
-Chiedere una scuola “bella” che noi studenti possiamo vivere 24 ore su 24.
-Spazi pubblici e aule autogestite
-Interventi risolutivi per l’edilizia scolastica,le infrazioni della 626.
-Potenziare i trasporti per ilregolamento delle ore di 60 minuti.
-Sconti sui trasporti e miglioramento degli stessi
-Sconti effettivi e sostanziali sui libri
-Ritiro del Riordino dei quadri orari: Potenziamento delle sperimentazioni
-Dimissioni immediate del ministro Gelmini
-Sciopero Generale della scuola, e uno Sciopero Generale del lavoro in Irpinia.
Gli studenti e le associazioni irpine PromotriciAvellino, 17/11/2009
PERCHE' IL FALLIMENTO DI SeL PUO' ESSERE DA INSEGNAMENTO Non è sicuramente signorile sparare su chi è giá a terra morente…peró è pur vero che sarebbe un errore non riflettere su quanto sta accadendo ed è accaduto a Sinistra e Libertá.
Ormai si aspetta solo l’ufficialitá della morte e la conferma che il vero approdo (leggi Bertinotti su il Manifesto nei giorni scorsi) è ormai il Pd, la qual cosa arriva dopo una lenta e inesorabile emorragia di componenti e aderenti. Dopo i Verdi di Bonelli anche i Socialisti si tirano indietro e sono pronti a rompere la coalizione, mentre è sempre piú chiaro che a livelllo locale l’esperimento non è mai effettivamente partito. Credo che un progetto politico POSSA VIVERE se abbia davvero quella partecipazione e condivisione di intenti di chi lo compone; almeno a Sinistra. L’idea di traslare la metapolitica berlusconiana dalle nostre parti non solo è fallimentare ma è destinatio a morte certa. Questa è stata la colpa principale della precedente dirigenza di Rifondazione e questo pare essere l’errore principale commesso anche dai dirigenti di SeL.
SODANO - PRC: COSENTINO: “CONFERMA DI UN PATTO SCELLERATO SULL’AFFARE RIFIUTI”
l responsabile nazionale ambiente del Prc dichiara: “Nei mieti atti parlamentari ci sono le risposte alle vicende di queste ultime ore. Dall’ordinanza di arresto per Cosentino emerge un clima torbido e consociativo”. Politica, camorra e rifiuti: un connubio letale sul quale i magistrati stanno facendo luce in queste ore con la vicenda Cosentino, ma che richiamano le denunce ai magistrati e gli atti prodotti in Parlamento sulla questione da Tommaso Sodano. “La lettura dell’ordinanza di arresto per l’onorevole Cosentino porta alla luce fatti, circostanze e persone che nella vicenda dell’emergenza rifiuti hanno avuto un ruolo di primo piano. – dichiara il capogruppo alla Provincia del Prc - Emerge con chiarezza che avviene un patto scellerato tra esponenti del centrodestra che erano, negli anni dal 2001 al 2006, al Governo del Paese e del centrosinistra campano al governo regionale, per gestire settori importanti della filiera dei rifiuti: discariche e trasporti. In questa direzione si legge la vicenda dell’Impregeco, un carrozzone politico-clientelare, organizzato a tavolino con la spartizione degli incarichi e con l’affidamento in subappalto di alcuni servizi ad ‘aziende amiche’”.
Le assurdità che in questi giorni si stanno sentendo sul crocifisso imperversano in tutta Italia: sindaci che deliberano in nome di dio e della santa Chiesa; politici nazionali e locali che mandano a “morì ammazzate” (letteralmente) unione europea, corte di giustizia e quant’altro e chiunque osi mancare di rispetto al sacro simbolo; trasmissioni televisive nelle quali le altre religioni vengono schernite, offese e puntualmente screditate dal politico “cattolico” di turno. La politica sembra essere indemoniata a causa di una sentenza che se guardata con la calma e la serenità necessaria non può che sembrare sacrosanta (questa si) e inevitabile. In fondo si stabilisce il principio che la religione e il credo sono un fatto intimo dell’Uomo e dove la mia intimità finisce inizia quella degli altri. Perché se il crocifisso tocca la sensibilità di qualcuno questo merita meno rispetto di chi invece in quel simbolo crede? Quello che desta però sconforto e ribrezzo è l’ipocrisia della nostra classe politica che si dice cristiana solo quando deve alzare lo scontro per avere vantaggi in termini elettorali o per acuire l’odio e la paura. Dove sono i sentimenti cristiani nei confronti delle migliaia di immigrati che cercano, disperati, di entrare nel nostro Paese per sfuggire alla fame e alla guerra che anche il nostro paese direttamente o indirettamente ha alimentato? Dove sono i pii sentimenti nelle parole del sottosegretario Giovanardi nei confronti di una vittima, di un ragazzo martoriato da uno Stato sempre più violento? Forse per la nostra classe politica l’essere cristiani vuol dire prescindere dai loro 20 mila euro al mese e dai sentimenti di fratellanza e di solidarietà, mentre significa intimamente usare il signore dio nostro a propria convenienza elettorale e politica. Credo che chi ci governa abbia molta più intenzione di guadagnarsi i favori terreni del Vaticano piuttosto che la Grazia e la pace eterna. Un tema di tale importanza non poteva non avere ripercussioni nella nostra amata Irpinia, è delle ultime ore la notizia che l’On. Pugliese metterà nel proprio giardino un crocifisso di cinque metri in risposta “all’assurda sentenza della Corte Europea”. Lungi da noi giudicare e criticare qualsiasi rappresentazione artistica e/o religiosa nel giardino altrui, quello che ci domandiamo è perché tale notizia dovrebbe meritare gli onori della cronaca; sarà forse perché Pugliese di croci è esperto visto che l’ha fatta portare per anni ai tifosi dell’Avellino? Scherzi a parte crediamo che nella politica attuale, soprattutto nell’affrontare temi delicati come questo, ci voglia molto più spirito cristiano e molta meno demagogia. Giuseppe Quaresima per il PRC Avellino - Federazione della sinistra di Alternativa
IL PESSIMISMO DELLA RAGIONE
LA SPERANZA DELLA VOLONTA'
(PARAFRASANDO ANTONIO GRAMSCI)
La violenza dello Stato dilaga. La realtá è che qualsiasi suo rappresentante, dal parlamentare filogovernativo al `poliziotto di quartiere (ma anche un sindaco o un vigile urbano) fa della violenza fisica e verbale il nuovo credo. Basterebbe rileggere alcuni discorsi del fu Duce per ritrovare la veemenza e la stupiditá delle recenti affermazioni dei vari La Russa, Santanchà, Giovanardi,. Basta rivedere spezzoni di Novecento per capire e snidare l'assurdo potere di sbirri e sgherri e l'assoluta legittimitá della violenza di Stato, dei morti sul selciato, dei Federico, degli Stefano. Ma non solo. La consapevole indifferenza nei confronti delle "zecche" dei "puciosi" dei "rossi" dei"froci, ricchioni, travestiti, finocchi, buconi..." aggrediti e malmenati in tutta Italia, dalle Alpi a Lampedusa, da Cagliari a Otranto. Le forze dell'ordine sembrano aver capito la parte storica che dal governo gli è richiesta e la svolgiono in maniera ineccepibile. Il livello di repressione e di terrore viene aumentato a piccole dosi, senza dare troppo nell'occhio.
NASCE ilComunista Quotidiano
ESPERIMENTO VIRTUALE PER LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
Un blog senza pretese. Un blog comunista. Questo blog nasce con lo stesso spirito che ha dato vita all'esperimento della Tessera Virtuale- Federazione Comunisti e Sinistra Alternativa su Facebook: il sentire comune di tante compagni e compagne che dopo l'esperienza negativa della Sinistra Arcobaleno sono rimasti, e molti ci rimangono ancora, a guardare, a sperare in una sinistra forte, protagonista e popolare. Molti di noi compagni si sono rimessi in moto. Hanno ricominciato a militare nei partiti e nelle associazioni di sinistra. Il nostro tentativo, il nostro spirito è quello di raccogliere in questo contenitore i fatti, le lotte, le delusioni e le vittorie di ogni "Comunista Quotidiano". Ecco spiegato quindi anche il nome del blog: un contenitore che catalizzi con un UNICO E ROSSO comune denominatore le esperienze, le notizie e le battaglie politiche non solo di carattere nazionale ma anche, soprattutto, locali. Per questo stiamo mettendo a disposizione tempo e spazio per questo progetto. Il processo di unità verso la Federazione della Sinistra e dei Comunisti ha bisogno di tutti noi, ognuno per quello che può e per quello che sa dare. Ecco noi de Il Comunista Quotidiano ci siamo.
Giuseppe Genchi
Federazione della Sinistra -Palermo-
http://comunistaquotidiano.blogspot.com/
Il 9 novembre, 20 anni fa, cadeva il muro di Berlino. In quell’elemento simbolico è racchiusa la fine di un regime socialista in cui – nella migliore delle ipotesi - la giustizia sociale era contrapposta alla libertà. In questa incapacità di coniugare libertà e giustizia sta al fondo il fallimento del tentativo novecentesco di transizione al socialismo. Noi che siamo nipoti della lotta partigiana – quante lapidi ci sono nel nostro paese su cui sta scritto “morto per la libertà” - abbiamo salutato positivamente la caduta del muro. Il socialismo senza la libertà semplicemente non è socialismo: è un tentativo di andare oltre il capitalismo che ha imboccato la strada sbagliata ed è abortito. Così non poteva andare avanti e così non si andava da nessuna parte. Senza libertà nessun socialismo. Giusto quindi picconare il muro e bene che il muro sia caduto; bene che i dirigenti della DDR abbiano scelto di non sparare, preferendo perdere il potere piuttosto che cercare di mantenerlo con una strage.
Nel mondo la caduta del muro è stata salutata come la vittoria della libertà sulla barbarie, come la possibilità di un nuovo inizio per la storia del mondo basato sulla libertà e la cooperazione. Sappiamo che non è andata così. Gli stati Uniti hanno colto l’occasione della sconfitta del nemico storico per rilanciare la propria egemonia incontrastata su scala mondiale e il capitalismo ha preso da questo passaggio l’abbrivio per aprire una nuova fase della propria storia, quello della globalizzazione neoliberista. I cantori del capitalismo hanno colto l’occasione per dire che eravamo alla fine della storia. Marx aveva speso la vita e scritto migliaia di pagine per dire che il capitalismo non era un fenomeno naturale ma bensì un modo di produzione storicamente determinato e quindi superabile. La caduta del muro è stata usata per “rinaturalizzare” il capitalismo, per affermare su scala globale che viviamo nel migliore dei mondi possibili; per affermare che essendo il capitalismo naturale, ogni tentativo di superarlo diventa un atto “contro natura” e in quanto tale barbarico. Gli anni ’90 sono stati caratterizzati da questo unico grande messaggio, trasmesso a reti unificate dal complesso dei mass media e da tutte le forme di produzione culturale, cioè di costruzione dell’immaginario individuale e collettivo, a partire dall’industria cinematografica. La caduta del muro è stato l’evento simbolico che ha permesso di costruire una grande narrazione che ha rilegittimato completamente il capitalismo. Kennedy non è più il presidente dell’escalation della guerra di aggressione al Viet Nam o l’aggressore di Cuba con l’avventura della Baia dei Porci. Kennedy è celebrato come il paladino della libertà e il suo discorso berlinese ne è il suggello. Dietro il paravento della libertà, sono riapparse, anche in occidente, incredibili differenze sociali e livelli di sfruttamento del lavoro che pensavamo seppelliti per sempre dopo le lotte degli anni ‘70. Nella vulgata la libertà d’impresa è diventata il presupposto della libertà dei popoli. Questa completa rilegittimazione del capitalismo ha un sapore mortifero di falsa coscienza: Che Israele costruisca muri per imporre l’apartheid in Palestina e che gli Stati Uniti costruiscano muri per impedire l’immigrazione dal Messico non fa più problema. Ogni muro è diventato lecito per l’impero del bene. In Italia questo fenomeno ha assunto dimensioni maggiori che in altri paesi in virtù della proposta di Achille Occhetto – accolta dalla maggioranza del suo partito - di sciogliere il PCI in nome di questo nuovo inizio, appiattendo così tutta la storia del movimento comunista italiano sul fallimento del socialismo reale. La storia del nostro paese è stata integralmente riscritta, la lotta partigiana è stata denigrata nel suo valore simbolico di rinascita della nazione e così si è aperta la strada all’aggressione della Costituzione. La cancellazione della memoria del paese e la sua ricostruzione fatta dai vincitori ha sdoganato ideologie razziste e comportamenti xenofobi che pensavamo definitivamente finiti nella pattumiera della storia dopo la barbarie nazista.
Il fascismo, lungi dal presentarsi come una parentesi della storia patria, si evidenzia sempre più come una delle possibilità inscritte nel sovversivismo delle classi dirigenti di un paese che – come sottolineava Gramsci - non ha vissuto la riforma protestante e il cui risorgimento non è stato fenomeno di popolo ma di ristrette elite. La democrazia e la stessa costruzione di un etica pubblica in questo paese è concretamente il frutto delle lotte del movimento operaio, socialista e comunista. La loro disgregazione apre la strada a populismi di tutti i tipi, di destra come di sinistra.
In questo imbarbarimento del costume e dei rapporti sociali nel nostro paese e nel mondo vediamo confermata quotidianamente non solo la possibilità ma la necessità di battersi per superare il capitalismo.
In questa dialettica sta il nostro giudizio politico sulla caduta del muro di Berlino: è stato un fatto positivo e necessario, da festeggiare, ma non costituisce di per se un nuovo inizio per l’umanità. E’ stato anzi l’evento utilizzato per costruire un nuovo inizio e una nuova rilegittimazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e della guerra. Mi pare che questa sia anche la consapevolezza dei compagni e delle compagne della Linke: nessuno propone di tornare a prima ma nella Germania riunificata occorre organizzarsi e lottare – all’Est come all’Ovest - contro il capitalismo e la guerra, per costruire un socialismo democratico.
Fuori da questa comprensione dialettica della positività della caduta del muro e della chiara consapevolezza che questo non segna nessun nuovo inizio, non esiste nessuna possibilità di porsi oggi il tema della trasformazione sociale e del superamento del capitalismo. Fuori da questa comprensione dialettica possiamo solo diventare anticomunisti o far finta che i regimi dell’Est non abbiano fallito nel tentativo di costruzione del socialismo. Il pentitismo e la nostalgia indulgente sono i rischi che abbiamo dinnanzi a noi: nella loro apparente opposizione rappresentano in realtà la completa negazione della possibilità di lottare per il socialismo, per una società di liberi e di eguali.
Da questa comprensione dialettica della caduta del muro scaturisce la nostra scelta della rifondazione comunista.
Dopo il fallimento del tentativo di fuoriuscita dal capitalismo che ha dato luogo ai regimi dell’Est non basta definirsi comunisti: occorre porsi l’obiettivo teorico, politico ed etico della rifondazione del comunismo e dell’antropologia dei comunisti e delle comuniste. L’obiettivo cioè di superare il capitalismo coniugando libertà e giustizia. L’utilizzo di due parole – rifondazione comunista - anziché una per definirci non è un lusso o una complicazione: è il modo più corretto per esprimere oggi il nostro progetto politico, in cui sappiamo dove vogliamo andare e sappiamo cosa non dobbiamo rifare. Il comunismo dopo il novecento è uscito dalla fase dell’innocenza. Compito nostro è farlo diventare adulto ed è un compito per cui val la pena spendere la vita.
Un suggerimento per i nuovi dirigenti comunali di Avellino
In questi giorni sentiamo parlare di come poter rimpinguare le casse del comune senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo ancora una volta il mare. Crediamo di poter dare un suggerimento ai nuovi dirigenti comunali: invece di aumentare senza limite la Tarsu, si potrebbe finalmente ottenere un incremento delle entrate ed il ripristino della legalità sancita dalla Costituzione, ormai violata da anni. Basterebbe, come ormai chiediamo da tempo, correggere gli estimi catastali relativi agli immobili di categoria A2 (residenziali) e A3 (economici), ripristinando la progressività per cui case di maggior pregio siano stimate di più e quindi paghino in proporzione, a differenza di quanto avviene oggi, con i proprietari di case economiche che si trovano a dover versare maggiori tributi rispetto ai proprietari di immobili di valore ben maggiore. Si parla di cifre versate e non dovute di circa tremila euro di tributi a immobile. Situazione che si trascina ormai dal 1992, con la revisione degli estimi catastali, che ha provocato l'inversione degli estimi delle categorie A2 e A3, come ormai acclarato dagli interventi della Presidenza della Repubblica, di perizie di tecnici dell'Agenzia del Territorio e da un'indagine della Procura della Repubblica di Avellino. Da tali indagini è emerso che con questa operazione, c'è stato un notevole incremento di valore della categoria A3 e una sensibile diminuzione della categoria A2. Tutto ciò è a conoscenza del Comune che non ha fatto seguito ad alcuna di queste sollecitazioni. Continuando così a incassare tributi maggiori da chi possiede fabbricati di minor valore di mercato rispetto a chi possiede immobili di pregio, e colpendo ancora una volta le fasce sociali più deboli.
Costantino D'Argenio Prc Avellino Federazione sinistra di Alternativa
NO ! ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI
La scandalosa gestione dei rifiuti in Campania e in Irpinia ha determinato conseguenze negative, tutte a danno della collettività.
L’emergenza è stata alimentata da coscienti scelte politiche, dettate dai poteri forti economico/ finanziari,e malavitosi, che sui rifiuti hanno costruito veri imperi, contaminando, anche con sostanze tossiche e nocive, interi territori, conservando lo stato di precarietà per imporre alle popolazioni una straordinaria e dannosa quantità d’impianti di smaltimento e determinando nell’immaginario collettivo l’idea che il rifiuto è un problema da risolvere, e non una risorsa da valorizzare perché composto di materiali recuperabili, riutilizzabili e riciclabili, ciclo che consente risparmio di materie prime, evita inquinamento e, sotto l’aspetto produttivo, favorisce lo sviluppo di una filiera che ha, tra l’altro, seguiti giusti sul piano economico ed occupazionale, tutto ciò anche con lo scopo di annullare e rendere impopolari quei movimenti di lotta che in questi anni si sono opposti all’arrogante occupazione del territorio.
E’ necessario, attaccare ed abbattere”IL SISTEMA”, obiettivo raggiungibile solo affidando la GESTIONE di questa risorsa ad una società interamente PUBBLICA; soluzione che consente di verificarne la gestione, scongiurando anche il rischio di rafforzare gli interessi delle organizzazioni CAMORRISTICHE e, di una certa IMPRENDITORIA PREDATRICE pronta ad accaparrarsi gli appalti, agevolata dalla complicità di pezzi di classe politica corrotta, pilotata e sostenuta da interessi forti.
Prioritario è che le società operanti nei due bacini Provinciali, veri e propri carrozzoni politici, siano sciolte, che la Provincia d’intesa con i Comuni elabori un Piano d’investimenti, recuperando le risorse necessarie anche dalla programmazione europea 2007 – 2013, su cui costituire il soggetto gestore che dovrà poggiare su solidi punti, a parere nostro irrinunciabili:
- provincializzazione del ciclo integrato, con l’obiettivo rifiuti zero;
- totale gestione pubblica del circuito- raccolta, trasporto e gestione degli impianti -;
- concretizzazione di un piano industriale provinciale che ottimizzi le economie di scala e l’efficienza dei servizi,
- difesa dei livelli occupazionali e stabilizzazione di tutti i dipendenti dei Consorzi,
- gestione della società da parte di professionisti con provata esperienza e capacità, svincolati da condizionamenti politici, tenuti a rispondere personalmente del raggiungimento degli obiettivi, sottoposti a verifiche costanti e conseguentemente revocabili;
- Rilevante ridimensionamento delle spese inerenti agli amministratori e i consigli d’amministrazione, smantellando le rendite politiche.
In questo situazione è fondamentale il ruolo degli Enti Locali perché si favorisca l’ottimizzazione della raccolta differenziata porta a porta radicandola in modo capillare sull’intero territorio, con l’applicazione della pratica del compostaggio domestico, la realizzazione d’organizzati eco centri cittadini, l’incentivazione alla cultura del riutilizzo, della riduzione del rifiuto alla fonte, e operando una scelta politica che trasformi l’attuale tassa a tariffa, inserendo l’incentivo economico degli sgravi.
Per abbattere i costi ed ottimizzare il servizio i rifiuti vanno trattati nell’ambito del territorio di produzione, tenuto conto del principio di prossimità del trattamento che è la base tecnica della provincializzazione soprattutto per la frazione organica, ma anche per il rifiuto secco.
Per quanto riguarda il residuo indifferenziato, il CDR potrà essere trasformato in un impianto di TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO capace di recuperare dal rifiuto urbano residuo (RUR) fino al 90% di materiali destinabili a recupero o riciclo, considerata la capacità di trattamento dell’impianto stesso (115mila tonnellate l’anno) anche con una raccolta al 35%, il C.d.R. opportunamente adeguato soddisferà le esigenze di trattamento del RUR dell’intera provincia, determinando quindi un fabbisogno di discarica irrisorio, circa 20.000/25.000 tonnellate l’anno.
E’ evidente che in questo contesto la logica delle discariche subirebbe un forte ridimensionamento, e gli inceneritori previsti dal Governo sarebbero completamente inutili per questa Provincia.
Sulla base delle suddette riflessioni, condividendo le preoccupazioni esposte anche dalla C.G.I.L. dissentiamo completamente dalle considerazione del Vice Presidente dott. Giuseppe De Mita, esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per l’incapacità di sintesi che sta dimostrando l’Esecutivo Provinciale, ed annunciamo future iniziative di lotta sul tema in questione, qualora l’Amministrazione vorrà continuare ad alimentare le casse di lobby che tanto male hanno fatto alla nostra Provincia.
ANTONIO PETROZZIELLO
NICOLA ABRATE
DARIO BUONAVITA
EMILIANO CAMERLENGO
LUIGI CAPUTO
MARIA ROSARIA CARIFANO
ANNA COLUCCINO
MARTINO COPPOLA
CARLO CRESCITELLI
COSTANTINO D'ARGENIO
FABRIZIO D'EMILIO
BRUNO DE FEO
ROBERTO DE FILIPPIS
IVAN DELL'ANNO
KATIA DELLA PIA
ANNALISA FAMOSO
ANIELLO FERRARA
ELISABETTA (BETTY) FESTA
LUIGI FREDA
DOMENICO GALASSO (BOMBOLINO)
CARMINE GUARINO
MARIO GUERRIERO
FRANCESCO (CHICCO) IMBIMBO
CARLO LALLO
DARIO LERRO
EMANUELE MANZO
MARIA MARZANO
GABRIELE MATARAZZO
COSTANTINO MAURO
LUCIA ANNA PETRUZZIELLO
MICHELE PROCACCINO
GIUSEPPE QUARESIMA
WENDDY DYANA QUISPE
ANTONIO ROSAPANE
VITTORIO SALDUTTI
FRANCESCO SANTORELLI
GIOVANNI SARUBBI
CIRO SERINO
GENEROSO ANTONIO VASSALLO
CATERINA VITAGLIANO